Ci sono momenti in cui la vita ci invita a fermarci e ad aprirci, non a lottare.La resa incondizionata non è resa alla sconfitta, ma resa al mistero.È come sciogliere le mani che stringono il timone e sentire che la corrente ci porta.
Non è attesa passiva.È presenza viva, sguardo desto, respiro pieno.È restare nel cuore del fiume senza opporsi, ma anche senza abbandonarsi al torpore.La vita ci chiede di essere svegli quando ci conduce nei suoi meandri.
La sfida è distinguere tra la voce chiassosa delle nostre paure e il richiamo silenzioso di ciò che ci appartiene davvero.Il desiderio dell’ego brucia veloce, la paura agita le acque, ma quando il richiamo è autenticosi sente come un magnete che ci attira: forte, inesorabile, inevitabile.
E allora tremiamo.Perché seguire quel richiamo può sembrare follia, può farci perdere piccole certezze e lasciarci nudi davanti all’ignoto.Ma proprio lì sta la prova: avere il coraggio di restare, di dire sì, di lasciare che accada.
La vera fede non è cieca.È occhi aperti, cuore spalancato, passo deciso.È il sì pronunciato con la consapevolezza di chi sa che la vita non inganna, ma conduce dove possiamo fiorire.
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